lunedì 3 aprile 2017

22a U.S. CAR REUNION




SAVE THE DATE!

22a U.S. CAR REUNION: 20-21 MAGGIO - LIGNANO SABBIADORO (UDINE)

Il più storico evento italiano di auto americane: la U.S. Car Reunion è la parentesi a 4 ruote (rigorosamente americane!) della Biker Fest (www.bikerfest.it), e si appresta a festeggiare con successo alla 22a edizione!

Il programma completo della U.S. Car Reunion si integra con quello della Biker Fest ma il suo clou è la domenica quando dalla prima mattina l’ampio parcheggio del Luna Park si riempie.

L’evento è organizzato  dalla rivista Cruisin’ Magazine in collaborazione con l’Old School Garage Usa Car Club di Pordenone.
Lo scorso anno gli equipaggi hanno superato le 200 unità e provenivano da Austria, Germania, Slovenia, Ungheria e Croazia offrendo ai visitatori uno spettacolo raramente visibile altrove.

Con la tradizionale parata che sfilerà per le vie principali di Lignano Sabbiadoro e Pineta, stregando grandi e piccini con le proprie carrozzerie scintillanti e il magico borbottio dei poderosi V8.

Ulteriori dettagli sul sito www.uscarreunion.it

Vi aspettiamo numerosi.
U.S. Car Reunion Staff


Contatti
Tel. +39. 0432.948777 - Fax +39. 0432.948606 -  info@uscarreunion.it - www.uscarreunion.it 

Booking http://www.biker17.booking.lignanoholiday.com/

Stand Tel. 366.6310768 - stand@bikerfest.it

Foto in Alta Definizionehttp://www.uscarreunion.it/index.php?lang=ita&page=Gallery


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venerdì 31 marzo 2017

Cross Roads!

Inaugurata a Torino martedì 28 marzo la mostra Cross Roads.

Una interessante retrospettiva dei rapporti fra Italie e USA nei vent'anni del secondo dopoguerra.

La cerimonia di inaugurazione in questo video:

https://www.facebook.com/MuseoDellAutomobileTorino/videos/1424197600987444/
Filmato dell'Arch. Corrado Lopresto.

Al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino va in scena la mostra “CROSS ROADS  Incroci Italia-USA, dal dopoguerra al boom economico”, con la curatela artistica di Luca Beatrice, quella tecnica del direttore del MAUTO Rodolfo Gaffino Rossi e il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America di Milano.
Foto courtesy Arch. Corrado Lopresto.

La retrospettiva mette a confronto il contesto socio-culturale italiano con quello statunitense, tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli Anni Sessanta, approfondendo le reciproche contaminazioni tra arte e Car Design.


                                                   Photo courtesy: okfoto.it
«Dopo la mostra dedicata a Giorgetto Giugiaro e il Premio La Matita d’Oro -ha dichiarato Benedetto Camerana, presidente del MAUTO-, CROSS ROADS è un nuovo importante passaggio del lavoro che il MAUTO ha avviato sul design dell’automobile e sulla centralità internazionale della cultura italiana e torinese in questo fondamentale settore dell’ideazione industriale. Il Car Design viene qui declinato nel suo valore di fattore cruciale del dialogo Italia – USA e di processo catalizzatore di movimenti trasversali a tutta la cultura estetica e visiva del dopoguerra».

La mostra apre con lo stile inconfondibile della Lincoln Continental 4 porte, convertibile del 1965,  la cui storia si intreccia con quella di Presidenti USA e uomini d’affari.

Una parte del percorso espositivo è pensata come un viaggio dentro le suggestioni visive, musicali e cinematografiche con un riferimento a quegli autori e artisti che hanno raccontato l’immaginario dell’epoca più rivoluzionaria della Storia del Novecento, da Andy Warhol a Roy Lichtenstein, da Mimmo Rotella a Mario Schifano. Il percorso espositivo illustra lo sviluppo di tre aree tematiche (On the Road e La strada, Cinecittà e Hollywood, Dive & Latin Lover) che spaziano dal cinema alla letteratura, dalla pittura alla fotografia. Sono gli anni di Jack Kerouac e Allen Ginsberg, dell’arte che esaspera  i simboli del consumismo e del mito della City of Angels, ma anche della televisione e della pubblicità che entrano nelle case come una finestra sul mondo e rimandano le immagini della nascente controcultura americana in contrapposizione a un’Italia che inizia a rialzarsi dopo la tragedia della guerra. Il racconto dei grandi paesaggi negli occhi dei giovani americani incontra il tema della ricostruzione e il mito della città industriale, il realismo delle periferie e Pier Paolo Pasolini, le pin-up e James Dean.


La retrospettiva continua nello spazio dedicato alle automobili, dove tra Buick e Plymouth, Lancia e Alfa Romeo, si sviluppa il vero e proprio confronto tra i car designer italiani e americani che si sono lasciati ispirare da questo contesto socio-culturale.

Da una parte, l’eclettica creatività del design italiano che ha influenzato, razionalizzandolo, lo stile americano proteso a esagerare i volumi e a estremizzare le forme delle vetture: il gusto delle linee pulite e morbide ha moderato le spigolose esagerazioni delle vetture americane dalle grandi code e dai musi ridondanti. Dall’altra parte, la scuola americana, che trova in Harley Earl della General Motors e in Virgil Exner della Chrysler la sua massima espressione, ha rafforzato il connubio tra stile e tecnologia trasformando la modellazione artigianale delle officine italiane in progettazione sistematica e tecnologica: molti furono gli Italiani (da Giovanni Savonuzzi a Giovanni Michelotti, da Mario Revelli di Beaumont a  Battista “Pinin” Farina) che si trasferirono negli Stati Uniti per perfezionare le competenze in ambito tecnologico.
Le vetture in mostra illustrano questi due mondi: berline e convertibili simbolo del sogno americano e protagoniste dell’immaginario cinematografico di quell’epoca, accanto a  eleganti gioielli prodotti dall’industria automobilistica italiana che dimostrano come l’arte dei carrozzieri italiani ha conosciuto, negli anni del boom economico, uno dei suoi periodi più fertili, tanto da diventare “scuola” e dettare legge al design automobilistico mondiale.

Ospite speciale della serata inaugurale, la Packard Super-Eight 1501 del 1937, 

facente parte della collezione del Museo dell’auto di Torino e completamente restaurata grazie 
okfoto.it
all’intervento di Nicola Bulgari che, per l’occasione, ha prestato al MAUTO anche 57 modellini originali di vetture americane.
okfoto.it
Tra Cadillac e Lancia d’epoca, fotografie e filmati, opere d’arte e manifesti pubblicitari, la mostra Cross Roads resterà aperta sino al 25 giugno 2017.
Testo: okfoto.it

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lunedì 27 marzo 2017

Poker Run

Gli amici del Club Chevrolet invitano gli appassionati alla prima uscita di primavera.

Domenica 09 aprile 2017 si svolgerà la sesta edizione dello Spring Break on the road organizzato dai CNO.
La partenza  è fissata per le ore 9,00 da Legnano, da qui si svolgerà un entusiasmante poker run non competitivo che ci porterà fino alle colline dell'Oltrepo pavese dove avrà luogo il pranzo finale.
Le iscrizioni sono aperte fin da ora rispondendo a questa mail.
Il costo è di 50,00 € per equipaggio di due persone e comprende:
-Road book
-Pacco gara
-Colazione
-Merenda lungo il percorso
-Pranzo finale
Ricchi premi per tutti i partecipanti!
Iscriviti subito! Ti aspettiamo.


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venerdì 24 marzo 2017

Hudson al Museo dell'Automobile di Torino

Esclusivo! La mia Hudson Commodore Coupé parte per Cross Roads!


Un grande onore per me essere stato invitato a partecipare con la mia Hudson alla mostra Cross Roads al Museo dell'Automobile di Torino.
http://www.turismotorino.org/internaEvento.aspx?idA=335&idEvento=21965

http://www.cittamotori.it/home/?p=4043

Quì una breve descrizione della marca e del modello.

HUDSON COMMODORE COUPÉ SIX
1948
ITA
Innovative, affidabili ed eleganti, le Hudson hanno contribuito all’evoluzione dell’auto made in USA dal 1909 al 1957, anno in cui la Hudson Motor Company cessò la produzione. La vettura qui esposta fu realizzata nel secondo dopoguerra quando, finite le restrizioni imposte dal conflitto mondiale, la Hudson riavviò le catene di montaggio (il 30 agosto 1945). Se i modelli usciti nel 1946-47 differivano di poco rispetto alle vetture d’anteguerra, fu nel 1948 - in anticipo di almeno un anno rispetto ai grandi costruttori di Detroit – che la Hudson debuttò con una serie di vetture del tutto inedite e contraddistinte da un design moderno e innovativo, da annoverare senza dubbio tra i migliori del periodo post bellico. Queste vetture erano note per lo “Step Down Design”: si doveva scendere in auto, anziché salire, e il posizionamento delle masse verso il basso garantiva un centro di gravità più vicino al terreno, con grandi vantaggi in termini di confort e tenuta di strada. La vettura qui esposta è stata acquistata negli anni '60 da un noto collezionista dell'area milanese, presso il garage del Principe Ranieri di Monaco. Con tutta probabilità essa veniva usata da personaggi dell'entourage del Principe.

Motore: in linea 6 cilindri – potenza: 121 cv
Grazie a LUCA DI GRAZIA

ENGLISH
Innovative, reliable and elegant, the models produced by the Hudson Motor Company contributed to the evolution of American-made cars from 1909 to 1957, when the company ceased production. The car displayed here was built in the post-war years, when, the restrictions imposed by World War II having come to an end, the Hudson company got its assembly lines rolling again (on 30 August 1945). While the models launched in 1946-47 differed little from the pre-war models, in 1948 – at least a year before the great Detroit car makers – the Hudson company unveiled a number of totally unprecedented cars, characterised by their modern, highly innovative design, undoubtedly among the best of the post-war period. These models were known for their “Step Down Design”: you had to step down, instead of up, to get into the car, and the low position of the weights resulted in a centre of gravity closer to the ground, with significant benefits in terms of comfort and road holding. The car that we see here was bought in the 1960s from a well-known collector in the Milan area. It came from the garage of Prince Ranieri of Monaco and in all likelihood it had been used by people from the entourage of the Prince.

Engine: in-line 6-cylinder - Power: 121 hp

Thanks to LUCA DI GRAZIA

http://www.museoauto.it/website/it


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mercoledì 22 marzo 2017

Jeep pick-up?

Indimenticato e indimenticabile il pick up SC Rambler
o Scrambler, con un evidente gioco di parole fra il marchio Rambler, di proprietà della American Motors Corporation, vettura da turismo e il significato della parola, arrampicatore (non sociale!), rimescolatore (?), colui che balza, meglio.
O anche un richiamo al mondo motociclistico, dove le "Scrambler" sono moto da fuoristrada non impegnativo. Prodotto dal 1981 al 1985,rimane quasi unico fra i modelli Jeep, escludendo alcune versioni delle CJ 6, per essere stato concepito come pick up già dalle origini. Unico anche per essere caratterizzato dalla possibiltà di avere il tetto in tela, oltre al piccolo e grazioso hard top, offrendo così l'arioso abitacolo di una convertibile a due posti adatta a raggiungere i lughi più impervi.
Potrebbe non esser più solo, infatti i "rumors" riportano che la Jeep abbia in cantiere per il 2019 un bel pick up, dall'aria estremamente robusta.


Potrebbe chiamarsi JT, da Jeep Truck. Le indagini di mercato sembrano essere favorevoli alla presentazione di un p/u di dimensioni relativamente piccole, rispetto ai tradizionali modelli USA, soprattutto se destinato ad un uso prettamente fuoristradistico. Sembra che la ragione principale per il ritardo di presentazione del p/u sia la fortissima domanda per la Wrangler, che rischierebbe di rallentare la produzione di entrambi i modelli.
Da notare che esiste unkit di conversione ufficiale Mopar (il marchio dei ricambi Chrysler) che negli USA viene fornito per la somma, modica, di circa $5.500, per trasformare le Wrangler dal 2007 al 2012.
Alcuni sono già stati convertiti anche in Italia. Chi vivrà vedrà!



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photo credit: Allpar.




lunedì 20 marzo 2017

Raduno di primavera.




Bombardone! 
Nome appropriato per il XIX raduno di veicoli militari storici che si è tenuto ieri nella graziosa frazione di Zinasco, in Lomellina, provincia di Pavia.
un'ottantina di veicoli militari storici hanno preso parte a questo raduno organizzato dal dinamico
Club Veicoli Militari Storici http://www.cvms.it
La parte del leone l'hanno fatta le nostre beniamine di fabbricazione USA, infatti abbiamo potuto ammirare i Dodge Command Car

Le Ford M 151 Mutt



nonché una selezione di Jeep in varie versioni e allestimenti
come questa splendida in versione U.S. Navy
Dopo aver percorso valloni e argini, fra vecchie cascine e tranquilli paeselli 
Il pranzo in un ristorante tipico della zona ha rinfrancato gli animi.
Nel pomeriggio sosta al mercatino di Bombardone ed estrazione della lotteria di San Giuseppe. Insomma una bella domenica fra amici in allegria al rombo delle storiche in verde militare.
Il prossimo raduno si terrà a Volandia, il museo del volo adiacente all'Aeroporto di Malpensa, sito presso gli Stabilimenti Caproni, previsto per il 2 aprile prossimo, in concomitanza con l'assemblea annuale del sodalizio.



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domenica 19 marzo 2017

Tesla: Opinioni a confronto, perché no.

Tesla, un dibattito sui pregi e difetti dell'auto 100 % elettrica.



Ospito volentieri sulle pagine virtuali di American Auto Italia alcune opinioni sul concetto di auto elettrica, rappresentato dalla bella berlina USA.

"Chiediamo alll'Arch. Enrico Sardini proprietario dell'iconico negozio
http://www.tinycars.it/, il paradiso dei collezionisti di automodelli, collezionista e grande appassionato di motori, alcune opinioni sulla Tesla, vettura statunitense totalmente elettrica creata
dall'esplosivo Elon Musk.

D: Un parere socio-economico sulla Tesla full electric.

R.:  Penso che ovviamente sia una macchina di alto
livello, adatta a soggetti particolarmente sensibili alle mode e desiderosi di
darsi una impronta ecochic col prossimo.

D: Può essere un'alternativa a certa auto ad alte prestazioni?

R.: Molto relativamente, più avanti nell'intervista mi spiegherò meglio.

D: Quale può essere il suo pubblico di riferimento?

R.: Confermo quanto detto nella mia prima risposta: "ecochic".

D: Cosa pensi del prezzo?

R.: In questi termini il prezzo è secondo me adeguato alla categoria a cui
appartiene ma soprattutto alle indubbie qualità tecniche e intrinseche della
vettura, sicuramente affascinante ed appagante su ogni tipo di profilo estetico e
concreto.

D: Ritieni le prestazioni adeguate?

R.: Le prestazioni elevate in accelerazione non fanno assolutamente una vettura
sportiva in quanto non adatta come filosofia e come idea generale ad un utilizzo
sportivo.

D: Pensi che il rapporto tempi di ricarica/autonomia sia adeguato?

R.: Il vero tallone d'Achille, lo sappiamo: non tanto l'autonomia quanto i tempi
biblici di ricarica che la rendono secondo me una auto sostanzialmente
inutilizzabile da chi lavora sul serio con le vetture. È chiaro che un
professionista non ha il tempo per perdere un'ora di ricarica ogni 3/400 km.

                                               Un modellino della Tesla S e il suo Supercharger. www.teslarati.com

D.: Quali possono essere le criticità di questa vettura?

R.: Faccio un esempio: il caso estremo di tua madre che sta male quando arrivi a
in una qualunque località di vacanza, magari in Toscana, e la batteria è quasi scarica. Con un'auto a benzina, rifai il pieno e sei di ritorno, con questa no. Intendo far riflettere che con questa macchina è impossibile gestire certe criticità che nella vita possono accadere: immagina un
infarto a un congiunto o cose simili.

D: Immagino che, da persona informata e colta, vorrai provarla?

R.: Si, certamente, ma vorrei aggiungere una riflessione, ricordiamo che il territorio italiano non è tutto come al Nord; proviamo a immaginare un vacanza in Calabria o una puntata in Basilicata, dove trovi una ricarica di notte? E' semplicemente una utopia.

Rigraziamo l'Arch. Enrico Sardini, alla prossima puntata.

http://www.tinycars.it/


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