mercoledì 30 agosto 2017

Tesla X test.

                            Tesla X, il SUV che non c’era.

                                                                      Antico e nuovo a confronto

Elon Musk, il fondatore della casa automobilistica americana che si dedica esclusivamente alle vetture elettriche è certamente un sognatore. Forse è anche un genio, certo è che le vetture ideate e prodottedalla Tesla fanno discutere.
Sulle pagine di American Auto Italia è già stato ospitato un dibattito acceso fra i sostenitori della scelta “tutto elettrico” e i suoi detrattori. Entrambe le posizioni sono condivisibili.
Il mercato, però, e gli acquirenti, hanno l’ultima parola. È molto recente il lancio della Model 3, una berlina di classe media, di prezzo contenuto, che offre un’autonomia di 250/300 km, staremo a vedere.
In questa prova ho avuto la possibilità di utilizzare un SUV della casa americana, anzi, il SUV elettrico, unico al mondo.

                                                                       Il frontale con la piccola apertura.

Come sempre prendo contatto con le vetture Tesla nell’autorimessa sottostante la Piazza Gae Aulenti ove è sito lo “store” di Milano, dove mi appare uno stuolo di Tesla attaccate al “power wall”, in ricarica e pronte per l’uso.

Il Model X che avrò in “test”  è grigio scuro metallizzato con interni, un po’ scioccanti, in pelle bianca.

                                                            Il retro è molto simile a quello della berlina S

L’impatto è decisamente notevole, un “vetturone” imponente, basato sul pianale della Model S, ma dotato di un altezza dal suolo maggiore e diciamo subito che ho chiesto subito se avesse della capacità pari a un fuoristrada, o SUV, della stessa classe…
La risposta è no. O meglio, ni, forse: considerando che di tutti i SUV venduti forse i percorsi in fuoristrada potranno essere si e no il 5 % non mi stupisco. La realtà è che le sospensioni sono regolabili in altezza, la trazione, ricordiamo, è integrale, e pertanto queste due sane caratteristiche ne fanno comunque un veicolo in grado di affrontare in sicurezza uno sterrato e certamente di trarsi d’impaccio in caso di nevicate ove ci si trovi a dover affrontare strade innevate non ancora battute.
Dato fiato ai miei pensieri mi siedo al volante, ampiamente regolabile e dotato dei comandi usuali.
Il sedile è dotato di uno schienale altissimo e ha regolazioni, ovviamente elettriche, in tutte le direzioni.
Il sedile è rigido ma comodo, forse me lo sarei aspettato più soffice, in linea con alre realizzazioni statunitensi del segmento.
Il cruscotto  è ampio e sintetico ovviamente manca il contagiri, è presente il consueto display al centro, sopra la consolle, che fornisce qualunque possibile informazione sulla vettura, sulla navigazione, consente di collegarsi ad internet, alla radio, sulle posizioni di sedili e sospensioni, una grande massa di informazioni che devono essere ben selezionate in partenza: è necessario sedersi a bordo e dedicare almeno un paio di ore alla consultazione del computer, ciò per evitare di essere distratti alla guida mentre si ricercano informazioni e per ottenere il meglio dalla strumentazione.

La porta del lato guida al mio arrivo si apre da sola ma colpisce lo spigolo della colonna, una cosa piuttosto curiosa e che mi dimostra che il sensore non è proprio precisissimo; per fortuna nessun danno, la vernice è robusta a il pannello di alluminio è sufficientemente elastico da assorbire l’urto senza deformarsi.
Le porte posteriori sono ad “ala di falco” e si aprono verso l’alto ma si piegano verso il corpo vettura in modo da occupare meno superficie possibile, nel passato hanno dato luogo a qualche problema nella chiusura, risolti dopo alcuni richiami e modifiche da parte del fornitore esterno.
Mi siedo e regolo il volante con i numerosi pulsanti a disposizione.
Mi metto in marcia, ovviamente cullato da un silenzio irreale che lascerà stupiti o perplessi nei primi istanti, sembra impossibile, ma non filtra nessun rumore di meccanica.
Le dimensioni della  Model X certo sono abbondanti: Lunghezza 5004 mm, Larghezza 2083 mm, Altezza 1626 mm, Passo 3061 mm, ma con una certa abitudine, complice anche il modo estremamente “soave” di guida in breve passano quasi inosservate al conducente attento e abituato.
Il peso è inevitabilmente elevato, 2468 kg, le batterie sono estremamente pesanti, ma sono installate sotto il pianale, e contribuiscono a mantenere il baricentro piuttosto vicino al terreno, a dispetto di un altezza non proprio contenuta, questa non è una berlina, ma un SUV dalla linea estremamente slanciata.
Con il nuovo aggiornamento di software l’accelerazione da 0 a 100 kmh per il Model X da 100 Kwh, che abbiamo provato, passa da 5,0 secondi a 4,0 s. avvicinandosi al modello Performance non più in catalogo.
Questa notizia mi permette di parlare degli aggiornamenti automatici “on-line”: le vetture Tesla sono sempre collegate on-line e fra di esse. Il che significa che, pur nel rispetto dei codici di “privacy”, il computer di bordo segnala anomalie, guasti, ingorghi di traffico, interruzioni stradali ecc.
Ma cosa ancora più sorprendente riceve aggiornamenti dalla casa madre in base alle esperienze dei test ufficiali e degli stessi conducenti.
Nell’ultimo aggiornamento sono state introdotte delle migliorie di gestione nello sfruttamento delle batterie e dell’erogazione della potenza, che hanno dato luogo ad un miglioramento delle prestazioni. Tutto compreso nel prezzo, certo un po’ salato, che lasceremo per ultimo.
La versione che American Auto Italia ha provato era ancor quella con i sedili non asportabili, mentre la nuova versione ha i sedili della seconda fila asportabili e quelli della terza pieghevoli in avanti, ottenendo un vano di carico davvero cavernoso.

                                              
                                              Davvero cavernoso l'interno, ora, finalmente, con i sedili asportabili.

   Il coperchio sul fondo del vano bagagli è un po' modesto e non è incernierato, quasi fosse stato aggiunto in seguito.


Torniamo alla guida: vettura ampia, silenziosa, mette quasi in soggezione per le sue doti, come l’accelerazione e la velocità massima, autolimitata a 250 kmh.
Dopo la mole della vettura, che va ben digerita, la seconda cosa che mi colpisce è la superficie vetrata sopra i due sedili anteriori, la prosecuzione del parabrezza verso il tetto. In cristallo oscurato dà senz’altro grande luminosità all’abitacolo, ma nelle giornate di sole rende la guida davvero un calvario.
A parziale sollievo la casa fornisce di serie un telo traforato asportabile, disegnato secondo la sagoma del tetto trasparente, che offre un sollievo parziale ai raggi del sole. Parziale, dicevo, perché traforato, e dai fori i raggi del sole comunque colpiscono gli occhi: c’è da chiedersi il perché di questa soluzione un po’ “cheap” al posto di una vera e propria tendina elettrica che avrebbe con certezza eliminato il problema.
Dopo un percorso urbano dove le doti di comfort e silenzio assoluto, unitamente alla potenza immediatamente disponibile, non disgiunte dalla potenza frenante degna delle prestazioni da supercar, mi traggono d’impaccio nel traffico, imbocco una delle superstrade che portano fuori Milano, verso la campagna, e prendo confidenza con l’Autopilota Tesla che, differentemente da quello della Model S che ho provato a febbraio, è un po’ meno “auto”. In pratica quello della “S” permette una guida quasi autonoma, questo, invece, obbliga a maggiore attenzione perché tiene la vettura in corsia, mantiene la distanza dal veicolo che precede, frena in caso di possibile collisione ma…non legge i cartelli stradali, non dà la precedenza nelle rotonde e non frena agli stop.
Insomma è come se fosse stata fatta la scelta di una riduzione delle prestazioni della guida autonoma a favore di una maggiore consapevolezza del conducente.
Certo che, fra silenzio quasi totale, guida assistita, comfort da vettura extralusso, la guida delle Tesla è davvero rilassante. Aggiungiamo la velocità elevata, la tenuta di strada inaspettata, dovuta sia al già citato baricentro basso, sia alle sospensioni pneumatiche a gestione elettronica, doti che la rendono una “grand routiére” senza pari, posto che si superi l’angoscia del “pieno”. E si, perché del benzinaio potrete dimenticarvi. L’autonomia di questo modello è, all’incirca, 500 km. Non arrivo a Roma, mi ha detto qualcuno. Vero, con le Tesla è necessario pianificare il viaggio, e tenere sempre le batterie almeno all’80%, l’emergenza, il “non si sa mai” lo impongono.
Vero è che i Supercharger in Italia cominciano ad essere numerosi, ancor di più, oltre quattrocento, sono gli esercenti di ristoranti, alberghi, hotel, che hanno messo a disposizione dei viaggiatori in Tesla le proprie strutture per ricaricare le vetture durante una sosta piacevole.
È un fuoristrada? Non proprio, ma la possibilità di alzare il corpo vettura permette di affrontare strade sterrate e a fondo non preparato in tutta sicurezza.
E in montagna? Stesso discorso, la trazione integrale, l’altezza da terra regolabile, permettono di affrontare i rigori della stagione invernale in tutta tranquillità.

Insomma, ancora una volta si pone la domanda: Tesla, si o no? Si per l’autonomia ora piuttosto ampia, si per la capacità di carico, si per le prestazioni, si per il comfort, si per la sicurezza, e ni per il prezzo: l’esemplare in prova sfiorava i 150.000 €, forse ancora un po’ troppo anche per l’ecologista benestante, il trendy inveterato, l’innovatore estremo.

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martedì 29 agosto 2017

Tesla news.


              
                Nuove funzionalità per Model S e Model X


Model S e Model X sono le auto più veloci e sicure della loro categoria e ora presentano nuove funzionalità di serie, senza sovrapprezzo. Le sospensioni pneumatiche intelligenti garantiscono migliore maneggevolezza, efficienza e comfort di guida con regolazioni automatiche dell’altezza del veicolo basate sulla posizione. Inoltre, le nuove Model S e Model X da 75 kWh hanno ricevuto un aggiornamento software over-the-air che ne ha migliorato le prestazioni, riducendo il tempo di accelerazione da zero a 100 km/h di un secondo. Viene inoltre offerto un nuovo colore crema per gli interni.

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giovedì 3 agosto 2017

Commento ai risultati di vendita di FCA nel mercato italiano dell’auto

Le vendite di Fiat Chrysler Automobiles in luglio sono state oltre 40.600, il 3,25 per cento in più rispetto a un anno fa.



Luglio decisamente positivo anche per Jeep che nel mese ha registrato quasi 3.600 vetture, il 27,05 per cento in più rispetto a luglio 2016. La quota del brand è stata del 2,45 per cento, cresciuta di 0,4 punti percentuali. Le immatricolazioni Jeep nei primi sette mesi dell’anno sono state quasi 27.500, in crescita del 10,1 per cento nel confronto con un anno fa, per una quota al 2,1 per cento. A trascinare i risultati del marchio è sicuramente la Renegade che, grazie ad una quota del 14,8 per cento, si conferma la seconda auto più venduta del suo segmento alle spalle della 500X. Ottima accoglienza da parte del mercato italiano anche per la Compass che ha registrato una forte raccolta ordini nel suo segmento.


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mercoledì 2 agosto 2017

Jeep al 4x4 fest di Carrara.

Da venerdì 13 a domenica 15 ottobre, a CarraraFiere, esposizioni, raduni, gare, spettacoli, escursioni dalla spiaggia alle cave, apertura serale del sabato, la cittadella FIF e l’iniziativa “Italia in 4x4” promosse dalla Federazione Italiana Fuoristrada.

La presenza del marchio icona del fuorisrada Made in USA è particolarmente significativa in questa edizione, infatti allo stand Jeep, protagonista assoluto il nuovo Jeep Compass, il SUV di taglia media, nel segmento di maggior crescita in questi mesi, che sta riscuotendo grande successo presso il pubblico italiano e internazionale, capace di portare il marchio Jeep a nuovi traguardi.
Presente anche la gamma al completo dall'ammiraglia più compatta, per far vivere a tutti gli appassionati le emozioni che solo Jeep sa dare.



InoltreMopar®, il Brand di riferimento per i Servizi, il Customer Care, i Ricambi Originali e gli Accessori dei marchi FCA, sarà presente con l’esposizione di una Jeep® Wrangler equipaggiata con il Mopar® One Pack. Il nuovo pack di Accessori firmato Mopar® include: kit assetto rialzato da 2" Fox Performance, ammortizzatore di sterzo, cerchi in lega neri da 17" x 8,5” Performance Gladiator con pneumatici maggiorati da 32”, paraspruzzi anteriori e posteriori, parafanghi laterali e tappo carburante nero: una personalizzazione che permette di affrontare in tutta sicurezza anche i percorsi off-road più estremi, con in più la garanzia dell'omologazione 100% streetlegal.



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domenica 30 luglio 2017

American Dream.


L'America delle tradizioni e delle radici sane la troverete a Padova il 4 e 5 novembre 2017!



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sabato 29 luglio 2017

SRT HEMI V8

                      Jeep Grand Cherokee SRT HEMI V8





American Auto Italia ha provato il top di gamma della serie Jeep Grand Cherokee, 
il potentissimo SRT HEMI V8, dotato del davvero portentoso 6.4 L da 470 hp.


                                                      Il Vostro giornalista, tester e blogger...

Un SUV con la tenuta di strada di una sportiva…

Per due settimane è stato il fedele compagno di viaggi, spostamenti in città e gite fuoriporta.
Innanzitutto dobbiamo sottolineare che l’SRT non è un fuoristrada. Infatti l’altezza dal suolo è molto ridotta rispetto al normale Grand Cherokee, a dimostrazione della vocazione stradale del modello.
L’ho provato pochi giorni dopo aver eseguito il test della Ford Mustang GT con il motore V8 da 421 hp, e sono rimasto, come direbbero gli americani, “puzzled”, confuso…
Si perché quasi incredibilmente sono due veicoli che hanno prestazioni e rateo di divertimento quasi sovrapponibili.


Intanto parliamo del primo impatto, quello visivo.


Grosso, acquattato come un predatore, rosso-sangue-di-toro, più basso di un Grand Cherokee, di quelli da fuoristrada, ti guarda con un’aria di sfida, come dire: provami, sarò la tua bestia da battaglia.
Sali a bordo e vieni accolto dal profumo di nuovo, da profili cromati e satinati, e da una prima cosa che mi lascia perplesso: il grandissimo cruscotto è ricoperto di pelle nera, ma questo rivestimento è attraversato da una cucitura sinusoidale bianca che si riflette sul parabrezza, e questo riflesso mi accompagnerà per tutta la durata della mia prova. Credo che si sarebbe davvero potuto evitare. Noto che anche i vari profili cromati, per esempio sulla consolle del cambio, riflettono il solo a certe angolazioni, direi davvero evitabile.

L’impianto audio è un Harman-Kardon con diciannove (19!) altoparlanti e subwoofer. Un gradito ritorno: il cd!

I sedili del tipo Racing, hanno il logo SRT ricamato sullo schienale e sono estremamente accoglienti, offrono una tenuta notevole anche nelle manovre di guida veloce. Dotati di infinite regolazioni elettriche nonché del supporto lombare regolabile.
Giro intorno a questa bellissima bestia e noto i quattro scarichi lucidi, i piccoli paraspruzzi alle ruote posteriori, gli ormai immancabili Pirelli P Zero da 295/40ZR20, che garantiscono un’accelerazione laterale di 0,87 G…

                                                   Le pinze freno Brembo posteriori a quattro pistoncini.

Le pinze freno Brembo, rosse, davanti con sei pistoncini e dietro, con quattro cadauna, garantiscono una frenata in 51 m da 110 kmh; i bei cerchi in lega in grigio scurissimo, denominato “Black Vapor Chrome”: non c’è dubbio, anche gli americani hanno finalmente compreso che per vendere, quantomeno fuori dal loro mercato nazionale, è necessario far leva sulla qualità.
La qualità che passa attraverso l’adozione di componentistica di altissimo livello: non si può più accettare di guidare un bolide da 470 cv con freni da vettura di media cilindrata…
L’avviamento, come ormai su tutti i modelli ad alte prestazioni, avviene per mezzo di un pulsante rosso posizionato sul cruscotto.
Il volante, riscaldabile, ha i comandi elettrici, sia in altezza che in profondità, i sedili anche, e sono dotati sia del sistema che li riscalda, a due posizioni, sia della ventilazione estiva, per raffrddarVi le terga ed evitare il sudore sulla schiena.

                                                                                  Il cruscotto all'avviamento.

Devo dire che ho apprezzato davvero moltissimo questa opzione, veramente un “must” da non perdere.
Parliamo dei comandi al volante, radio, ovviamente, telefono U-Connect e i tasti del “Cruise Control”.
Questo modello è dotato di un impianto radar selezionabile su tre livelli di allerta che provvede a frenare e rallentare in caso di una rapida decelerazione del veicolo che precede o della diminuzione della distanza prefissata.

                                                            Sotto la targa, nella grande bocca, il radar.

In pratica se non è una guida autonoma poco ci manca; in pratica in autostrada o superstrada è possibile azionare il cruise, stabilire la velocità, selezionare il “Lane Change Control”, sistema che terrà il veicolo entro le corsie e decidere la distanza da tenere rispetto al veicolo che ci precede.
L’ho sperimentato una domenica sera di ritorno dal lago, ero stanco per una giornata al sole, non avevo davvero voglia di guidare, ma…
Usando questo sistema in pratica, senza togliere le mani dal volante, sono riuscito ad affrontare un traffico intenso ma fluido tenendomi a circa 90 kmh sulla corsia di destra nella massima sicurezza e senza troppa fatica o concentrazione, davvero un buon risultato, considerando che il sistema U-Connect per ora è lontano dal potersi connettere al satellite per consentire una guida autonoma alla maniera della tesla.

Come dicevamo l’avviamento,
 è il primo impatto col propulsore, premi il pulsante e chiami alla vita 
l' Hemi che ti ringrazia con un ruggito da felino, pronto a scattare…
Ed è quello che il nostro bolide rosso è pronto a fare a comando.
Il motore è pronto, sia allo spunto, che in ripresa. Pronto? Ma direi che lancia il corpulento SRT sull’asfalto come se fosse una sportiva.
Il motore è di una generosità sorprendente, devo dire, come già accennato più su, che mi ha fatto pensare e ripensare alla Mustang GT col V8, se non sono in diretta concorrenza, con esigenze diverse di trasporto, famiglia, bambini, bagagli, questo può essere un risvolto della stessa medaglia.
Non c’è stata una situazione dove mi sia sentito in imbarazzo, quanto a potenza del motore e potenza frenante, perché se schiacci il pedale del gas, e qui la voglia viene sempre, devi poterti fermare.
E col Grand Cherokee SRT entrambe le cose vengono molto bene.

Nel traffico.
Pur con le dimensioni non da utilitaria, ci si destreggia benissimo per merito anche della posizione di guida elevata, e del motore prontissimo.

                                                                                   Grande, ma docile.

Nei percorsi veloci 
Idem, la risposta del motore è spesso sorprendente.
Il cambio, gestito elettronicamente, a otto marce, è dotato di un selettore a manopola che prevede cinque diverse regolazioni, fra le quali il cosiddetto “launch control” che come simbolo ha il disegno dll’albero di Natale”, no, non l’abete ma la struttura con tante lampadine che serve per dare la partenza nelle gare di accelerazione: in questa posizione la trazione è ottimizzata, il cambio cambia (!!!) al limite dei giri e le Vostre otturazioni partono per la tangente…davvero entusiamante, lo “staccato” dello scarico a ogni cambiata da solo è un’esperienza che ricorda le auto da competizione! Ovviamente la strada sotto di Voi scorre come in un video gioco, ma è la pura realtà. Da ritiro della patente immediato.


Il cambio 
proporziona la trazione, sempre permanente, secondo le diverse posizioni: 50/50 su Snow (neve)  e Tow (traino), 40/60 in Auto (-matico), 35/65 in Sport (ovvio) e 30/70 in Track (pista…)
Le sospensioni dotate di ammortizzatori Bilstein a comando elettronico sono ampiamente regolabili, e il comportamento dinamico si è dimostrato al livello di una berlina sportiva teutonica, nonostante il baricentro piuttosto elevato e la massa notevole.
Pur con tutti i miei tentativi l’SRT non si è mai scomposto oltre il dovuto e non mi ha mai messo in una situazione imbarazzante, dove fosse necessario riprenderlo con manovre tipo controsterzo o frenata punta/tacco.
Il motore 
ha la possibilità di essere tagliato a metà…cioè premendo il tasto “eco” il computer alimenta solo quattro cilindri per volta a turno, riducendo drasticamente i consumi, in pratica è l’opzione ideale per i  viaggi a velocità costante: la potenza per i sorpassi è sempre disponibile, infatti schiacciando l’acceleratore si riattiva la potenza a tutti gli otto cilindri, per poi venire ridotta l’alimentazione non appena si ritorna alla velocità di crociera.
In due settimane di pestate dure sull’acceleratore la media si è mantenuta sui 5 km/l, non male visto la potenza, il peso e la voglia di schiacciare a tavoletta che viene al “driver” impegnato a godersi a fondo l’Hemi…
La presenza del tetto apribile di vetro, denominato “Command View”, nero, comandato elettricamente e dotato di tenda parasole, su tutta la lunghezza del padiglione, impreziosiva il nostro SRT.

                                                          Il tetto di cristallo nero.

Difficilmente non rimanere drogati dal rombo dell’Hemi che entra nell’abitacolo a 85 db a bassa velocità ma si posiziona a meno di 70 db nella guida in autostrada, grazie anche al sistema di annullamento del rumore, mettendosi al livello di ben più care vetture stradali.
Il “Chief” del gruppo FCA, Sergio Marchionne, ha dichiarato la sua intenzione di mettere in competizione il Grand Cherokee con Range Rover, Porsche Cayenne e altri SUV di categoria Premium, ma i GC, e in particolare l’SRT sono in una classe a parte, dove il prezzo, peraltro del 50% minore rispetto alle corrispondenti versioni sportive della concorrenza, influisce relativamente: chi compra il Grand Cherokee è attratto dal sogno, dal rombo e da quell’aria scanzonata, da cow boy ricchi che nessun inglese e nessun tedesco ti potrà mai dare.

Pertanto, certamente si all’SRT, lamentando l’assurda tassa che colpisce le vetture che superino i 185 kw, imposta che stravolge il mercato e lo livella in stile socialista…


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Tesla Tech!





TESLA APRE I PRIMI DUE CENTRI ASSISTENZA IN ITALIA, 
MILANO E PADOVA


Milano, 7 iuglio – Tesla apre i primi due Centri Assistenza in Italia. Ieri ha aperto il centro localizzato a Milano, zona Linate, mentre a Padova aprirà il prossimo mese; i nuovi centri sviluppano ulteriormente la rete di vendita e assistenza Tesla in Italia, dopo pochi mesi dall’apertura dello Store di Milano nel quartiere di Porta Nuova. 




Il Centro Assistenza di Milano Linate è a soli 10 minuti dall’aeroporto di Linate. A Padova Tesla è già presente da qualche anno con un responsabile commerciale, l’apertura del Centro diventa ora il punto di riferimento ufficiale per la clientela locale. Entrambe le sedi sono strategicamente situate nei pressi delle principali autostrade, per renderle facilmente raggiungibili da parte dei clienti del nord Italia. I due Centri offriranno servizi di vendita, consegna ed assistenza.




Tesla progetta, costruisce, vende e fornisce assistenza alle sue vetture in modo indipendente, eliminando ogni passaggio superfluo affinché l’esperienza di acquisto e assistenza risultino quanto più lineari possibile per i clienti. Tesla non gestisce i suoi centri assistenza come centri di profitto, a differenza delle tradizionali concessionarie. Infatti, i veicoli Tesla beneficiano di aggiornamenti software da remoto gratuiti che non solo offrono nuove funzionalità per i nostri clienti, ma consentono anche a Tesla di diagnosticare e risolvere eventuali problemi tecnici senza che il cliente debba necessariamente portare il proprio veicolo in assistenza. Negli Stati Uniti i clienti Tesla continuano a classificare l’azienda al primo posto nel settore automobilistico per la soddisfazione della clientela.



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